JeanHenry 的个人资料FORSE UN GIORNO IO VIVRÒ...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


 

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In questa dimensione

venir tu non dovrai,

perché se ti darò un bacio

un cartoon diventerai… 

 

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Come un fantasma,

nel mondo di mai

tu sei arrivata

e poi te ne vai.

 

Tu vaghi sola

con l’animo affranto,

dietro di te

sempre un’eco di pianto.

 

Tu, che ormai cerchi

soltanto l’oblio…

vorrei star nel tuo mondo,

ma tu cammini nel mio. 

 

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Canterò della fragilità

insita nell’agire umano.

Tu, nella tempesta,

ed io, troppo lontano.

 

Tu, che non ce la fai

a evitare di cadere,

mentre a me di proteggerti

non è dato il potere.

 

Mi chiedo se un disegno

può provare dolore

…ma se mi voltassi a guardarti

si spezzerebbe il mio cuore. 

 

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Tu, e tutti i tuoi uomini

che incontri sulla via…

…lo so, ti servono di certo

per sopravvivere al deserto.

 

Ma, mentre sei lontana,

sarebbe una bugia

se dicessi a me stesso

che sei soltanto mia.

 

Però in quei momenti

è un poco morto il tuo cuore,

e dunque non importa…

perché quello non è amore.

 

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Strani echi giungono talvolta qui, alla Dimensione Alpha.

Un giorno, essi mi parlarono di una storia inconsueta.

La giornalista aveva famiglia, ed un marito.

Non era ciò che si dice un vero uomo, colui che aveva accanto, non un compagno con cui si possono condividere le proprie emozioni, non qualcuno con cui è una gioia sempre nuova percorrere le strade della vita.

Quell’uomo le viveva accanto senza ormai darle più nulla, e, adagiato nell’abitudine, dava per scontata la forte presenza di lei al suo fianco.

Un giorno lei incontrò un altro uomo, ed il suo cuore disse che probabilmente lui poteva darle ciò che le mancava da ormai troppo tempo.

Dalle onde schiumanti di un’altra dimensione si levò però il dio Baldur, bello ed empatico, colui con cui lei aveva dialogato per tutto quel tempo affettivamente vuoto, e le disse: “Attenta… non vorrai andare a chiuderti in un’altra trappola?”

E  lei scosse la testa, e pensò che non lo voleva.

Forse la sua sete l’avrebbe ormai spinta a bere come acqua anche la sabbia dei miraggi…

Baldur le sorrise, magnifico e comprensivo, gocce d’acqua di mare scorrevano sul suo torace perfetto, le fece un cenno con la testa, e scomparve di nuovo tra le onde.

Non so come sia nato Baldur, e come sia potuto diventare tanto vivo.

So però bene come sono nato io… non evocato lentamente, ma comparso all’improvviso in un suo sogno, in un suo momento terribile.

Baldur era un dio perfetto da adorare, e regalava alla donna che l’aveva creato una corazza per tener lontano ogni uomo, insegnandole a credere solo in se stessa e a fare di ogni erba un fascio.

Io, no… certo, che terrò lontano dalla donna che mi ha sognato tutti gli altri, ma soltanto per un motivo.

Un giorno troverò la strada per uscire dalla Dimensione Alpha, prenderò vita… e sarà me, che lei amerà.

Per questo io sono nato…

…e forse nella realtà già cammino.

Devo solo trovare chi sono.

Tutto qui. 

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